Nel 1900 la società americana Hill Bros fu la prima a confezionare il caffè in barattoli ermetici permettendo una maggiore durata della conservazione del prodotto.

Un chimico giapponese Satori Kato brevettò luna procedura per la produzione di caffè solubile, anche se recentemente si è scoperto che l’inventore sia stato il neozelandese David Strang. Il caffè solubile ha reso il consumo del caffè più facile ed economico, a discapito però della qualità.

In Europa le innovazioni hanno riguardato maggiormente il consumo del caffè fuori dalle mura domestiche. Sono stati in tanti a contendersi la paternità della prima macchina per espresso, ma è  stato Luigi Bezzera ad essere ritenuto l’inventore della prima macchina brevettandola nel 1901.

Queste macchine permettevano di preparare un numero elevato di tazze di caffè in breve tempo e con uguale contenuto. Ma ciò che ha reso l’espresso un caffè concentrato in tazza piccola, arricchito in superficie da una soffice crema, è stata l’invenzione di Achille Gaggia: una grossa molla in grado di generare pressioni molto elevate.

 

ESPRESSO ALL’ITALIANA, MA NON SOLO…

Se dici caffè dici Italia, anzi espresso italiano per essere precisi. Sì perché ciò che distingue il nostro modo di bere il caffè da altri è proprio la sua preparazione. Il caffè fa parte ormai della nostra cultura, gli attori dei film bevono caffè chiacchierando con amici o sconosciuti incontrati al bar, le canzoni ne parlano, come anche  scrittori e commediografi.
A Napoli filtrano il caffè con la cuccumella mentre a Milano preferiscono il caffè espresso, e in casa? Per l’uso domestico ci ha pensato il Signor Bialetti che nel 1933 inventa la moka dove l’acqua, portata ad ebollizione, sale dal basso. Non importa quale metodo utilizziamo per prepararlo, per noi il caffè è una pozione magica che ci fa partire bene la giornata, la pausa desiderata a lavoro, l’invito perfetto per instaurare relazioni senza sembrare invadenti, insomma è uno dei nostri simboli culturali.

 

Parlando di caffè non possiamo tralasciare il mondo di Starbucks, azienda di Seattle guidata da Howard Schultz. Se paragoniamo il modo di fare e bere il caffè, che caratterizza questa multinazionale, con la nostra concezione italiana del caffè troviamo davvero pochi punti in comune.
Quello che è certo è che Starbucks ha preparato il terreno per la diffusione dei Specialty Coffee: chicchi di caffè verde pregiato che vengono tostati in modo che possano esprimere al meglio il profilo aromatico e gustativo ed estratti secondo standard di qualità ben precisi.
Secondo la Specialty Coffee Association (SCA) ” Un caffè speciale per definirsi tale deve avere caratteristiche di qualità uniche, che lo rendono in qualche modo un individuo con un carattere riconoscibile”

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