
Che sia per il piacere della condivisione, o semplicemente per affrontare la giornata energicamente, siamo in tanti a bere, almeno una volta al giorno, una fumante tazza di caffè. La bevanda scura che, più di altre, accompagna le vite di tutte le popolazioni, viene preparata e gustata in modo differente: in Italia regna sovrano l’espresso mentre nel Regno Unito o in Francia prediligono il filter coffee. Poco importa quale sia il metodo di infusione utilizzato, ciò che conta è farlo nel modo giusto comprendendo appieno le sue proprietà benefiche e le qualità organolettiche.
Il caffè ha una storia antica e longeva, ma ahimè poco documentata. Definito in tanti modi, da vino d’Arabia a bevanda del diavolo, il caffè è , senza alcun dubbio, la bevanda più amata e consumata al mondo.
IL CAFFÈ TRA STORIA E LEGGENDA
Sono tante le leggende che ruotano intorno alla scoperta della pianta del caffè e ciò è sicuramente dovuto all’assenza di informazioni documentate in merito. Tra le tante, la più diffusa è quella che racconta la storia di un pastore in Abissinia, l’attuale Etiopia, che non si spiegava perché le sue capre non riuscivano a dormire la notte. A quanto pare presto il pastore capì che il motivo era legato agli effetti stimolanti di un frutto, in apparenza simile alle ciliegie, di cui le capre erano ghiotte che altro non era che il frutto della pianta del caffè.
Leggende a parte, sull’origine della pianta del caffè vi sono ancora svariate teorie contrastanti. Sono in molti a sostenere che le prime piante siano state trovate a Caffa, in Etiopia e che, intorno al 1300, furono gli stessi etiopi a portare il caffè nello Yemen dove la pianta, trovando un terreno fertile, prosperò raggiungendo la costa orientale del Mar Rosso fino alle citta di Mecca e Medina in Arabia.
La diffusione del caffè fu favorita sia dalla religione islamica, che proibiva il vino come bevanda a favore del caffè, che dagli ottomani che, in fuga dopo il fallito assedio della città di Vienna nel 1683, lasciarono nella città grandi sacchi colmi di chicchi di caffè. Da non dimenticare il Boston Tea Party del 1773, quando i coloni americani, come protesta contro l’imperialismo britannico, attaccarono le navi mercantili nel porto di Boston buttando in mare le casse di tè, avvenimento storico che favorì la diffusione della cultura del caffè.

In Italia il caffè giunse a Venezia, intorno al 1570, grazie al rapporto commerciale con l’oriente della Serenissima Repubblica Marinara. Qui i semi della coffea arabica venivano venduti dagli speziali come medicinale e il prezzo era alquanto elevato.
In breve il caffè divenne un bene di consumo accessibile a tutti, in primis tra i nobili e gli intellettuali, e solo in seguito tra la gente comune. Nacquero le prime Botteghe del Caffè, luoghi di aggregazione dove uomini colti conversavano fino a tarda notte sorseggiando caffè. Definite anche “scuole di saggezza“, gli antenati delle odierne caffetterie divennero presto anche luoghi dove nascevano idee di contestazione politica e, per paura che diventassero covi di insurrezioni, ne venne ordinata la chiusura. L’uso della bevanda del caffè toccò ben presto la sfera sociale, politica e religiosa. La chiesa inizialmente etichettò il caffè “la bevanda del diavolo” perché rendeva la gente disinibita e per i suo poteri eccitanti ed afrodisiaci.

