
Aeropress ®
Aeropress ® combina due metodi di preparazione, ovvero l’infusione del caffè macinato con l’acqua, e la pressione dell’infuso attraverso un filtro di carta.
Esistono due metodi per usare questo strumento. Le quantità di acqua e caffè macinato variano a seconda dei gusti. Si consiglia iniziamente di sperimentare variando una caratteristica per volta, partendo (dosi per una tazza) da 15gr di caffè macinato e 200ml di acqua.
Come si prepara Aeropress ®
Inserire un filtro di carta nel portafiltro, scaldare l’acqua e farla bollire per 10-20 secondi. Versarla nel contenitore ed aggiungere il caffè macinato. Mescolare e inserire lo stantuffo senza premere. Lasciare in ulteriore infusione per almeno un minuto. Posizionare l’Aeropress sulla tazza e premere lentamente sullo stantuffo finché l’infuso non è stato rilasciato.

Pour-over, o Caffettiera a filtro V60
Il pour-over, o caffettiera a filtro V60, è un metodo di infusione caratterizzato dal filtraggio del caffè macinato attraverso un filtro (generalmente di carta) inserito in un imbuto.
Come si prepara il pour-over
Su di esso si versa dell’acqua bollente, la quale incorporerà il sapore e l’aroma del caffè.
La quantità di acqua e di caffè macinato è una scelta di equilibri di chi gusta questa bevanda. Le quantità di questi ingredienti viene scelta per tentativi, a seconda che si voglia un sapore più deciso, o un sapore più delicato.
Cold Brew Coffee

Il cold brew coffee è un metodo di estrazione del caffè a freddo, che offre risultati completamente diversi dal solito caffè freddo che si trova solitamente in estate nei bar, o che prepariamo a casa con la moka e raffreddiamo in frigo.
Due sono infatti gli elementi che contraddistinguono il cold brew coffee: acqua a temperatura ambiente e l’estrazione lenta.
Lo strumento che si usa si chiama cold brew dripper, o Toddy, dal nome del suo inventore, Todd Simpson. Esso è composto da tre elementi: il contenitore superiore in cui inserire l’acqua, il contenitore centrale in cui versare il caffè macinato, e la caraffa inferiore, in cui percola la bevanda.
Come si prepara il Cold Brew Coffee
Si macinano grossolanamente circa 48 grammi di caffè, prediligendo varietà profumate, floreali e aromatiche. Questa quantità è proporzionata a circa 1 litro di acqua e ghiaccio.
Macchina per caffè elettrica a filtro – caffè americano

La macchina per caffè elettrica a filtro è particolarmente pratica e di facile utilizzo, poiché tutto viene fatto dalla macchina stessa, eccetto il caricamento dell’acqua, l’applicazione del filtro e l’aggiunta del caffè macinato. Si ottiene così il famoso caffè americano.
COME SI PREPARA
Per iniziare, si può provare con un rapporto di 60 grammi di caffè macinato per ogni litro d’acqua. E’ più efficace calibrare bene la macinatura che variare la quantità di caffè macinato.
Consigliamo di riempire il serbatoio impiegando acqua a basso contenuto di sali minerali, così da consentire una migliore estrazione.
Applicare il filtro di carta nel cestello e bagnarlo con dell’acqua calda del rubinetto. Inserire il cestello nella macchina, aggiungere il caffè macinato ed accendere la macchina, mescolando eventualmente il caffè.
Comodità della macchina per caffè elettrica a filtro
La maggior parte delle macchine per caffè elettriche a filtro sono dotate di caraffe termiche, che manterrà la bevanda calda senza continuare a cuocerla.
Caffettiera a depressione – Sifone – Vacoom Brewer

La caffettiera a depressione, conosciuta anche come sifone e/o vacoom brewer, è un metodo di estrazione del caffè articolato e divertente allo stesso tempo, poiché sfrutta le differenze di pressione date dal vapore generato.
Non è certamente il metodo più pratico e rapido per preparasi un caffè, ma è molto spettacolare!
I primi tentativi di preparazione potrebbero generare una bevanda al caffè non del tutto appagante, ma una volta compreso il funzionamento e le proporzioni, preparare un caffè potrebbe essere una bella prova di scienze applicate.
E’ stata inventata in Germania nella prima metà dell’800. Il suo brevetto risale al 1838 dal francese Jeanne Richard.
Come si prepara la caffettiera a depressione
Macinare il caffè partendo da un rapporto di 75g/litro.
La caffettiera a depressione è composta da due bocce di vetro. Nella boccia inferiore va inserita l’acqua, in quella superiore il caffè macinato. Una volta bloccate tra loro, la boccia inferiore va posizionata sulla fonte di calore, che può essere una candela ad alcool, un fornelletto da campeggio o una lampada alogena nelle versioni più tecnologiche.
Attivata la fonte di calore, il vapore generato all’interno della boccia inferiore spingerà l’acqua nella boccia superiore attraverso il sifone. Al di sopra di esso, nella boccia superiore, è posizionato il filtro (normalmente in tessuto o carta). Quando tutta l’acqua calda sarà risalita nella boccia superiore bisogna lasciare attiva la fonte di calore, poiché il vapore continuerà a “spingere” l’acqua verso l’alto. Versate il caffè macinato nella boccia superiore. L’acqua e il caffè rimarranno quindi in infusione, avendo cura di mescolare finchè non si formerà una sorta di schiuma compatta in superficie. Dopo una trentina di secondi rimescolare brevemente e l’infusione terminata.
Lo spegnimento della fonte di calore farà condensare il vapore in acqua, diminuirà la pressione nella boccia inferiore. La depressione che si creerà si tramuterà in un risucchio dalla boccia inferiore, lasciando il deposito caffè macinato sul filtro nella boccia superiore.
Finalmente la bevanda al caffè è pronta. Consigliamo di far raffreddare un po’ la bevanda, poiché il processo fa raggiungere temperatura particolarmente alte.
French press

La caffettiera francese, meglio conosciuta come French press, è forse il più semplice e economico metodo di estrazione.
E’ stata inventata dall’italiano Attilio Calimani nel 1929 come evoluzione di una caffettiera simile realizzata da Mayer e Delforge nel 1852.
Come si prepara la French press
La French press sfrutta l’infusione di caffè macinato grossolano con l’acqua calda. Questi sono lasciati insieme a riposo nel bricco, avendo cura di dare una mescolata energica dopo aver versato l’acqua.
Successivamente si applica al bricco il coperchio a stantuffo infondo a cui c’è un filtro metallico.
Dopo circa 4 minuti, premendo sul pomello dello stantuffo si effettua la filtrazione del caffè macinato, che verrà compresso nella parte bassa del bricco. Un’eventuale infusione più prolungata porta il caffè ad essere più forte e corposo, poiché l’acqua estrarrà più olii essenziali, grassi e aromi dal caffè macinato.
La french press può anche essere utilizzata con acqua a temperatura ambiente. In questo caso di parla di estrazione a freddo. Il caffè risulterà più profumato perché le sostanze aromatiche non si saranno volatilizzate col calore. Inoltre al gusto sarà meno forte e dalla bassa acidità e amarezza.
Caffettiera Napoletana (o cuccumella)

La caffettiera napoletana, chiamata simpaticamente a Napoli anche cuccumella, ha in realtà origini francesi.
E’ stata infatti inventata da Morize nel 1819 e a partire dal 1886 il rame con cui era costruita è stato sostituito dall’alluminio.
La caffettiera napoletana è un metodo di estrazione facile e abbastanza veloce, nonostante sia associato al piacere di gustarsi con calma una buona tazza di caffè.
Come si prepara la caffettiera napoletana
Riempire la caldaia, avendo cura di rimanere qualche millimetro al di sotto del foro.
Inserire sulla caldaia l’imbuto cilindrico, riempirlo con caffè macinato medio-fine, ed avvitare il filtro fino a fine corsa.
Inserire saldamente la parte superiore (quella col beccuccio) sul serbatoio dell’acqua e caffè.
Accendere la fiamma fin quando esce un po’ di vapore dal beccuccio. Quindi spegnere la fiamma e capovolgere la caffettiera napoletana.
Con il capovolgimento della caffettiera, l’acqua bollente attraverserà il caffè macinato con la normale pressione della gravità. Ci vogliono dai 5 ai 10 minuti affinché tutta l’acqua percoli. La vostra cuccumella è pronta!
Al contratrio della moka, l’assenza di alta pressione comporta un’estrazione delicata, conferendo alla bevanda un corpo leggero e pieno di gusto.
Moka
La moka uno dei metodi di infusione del caffè macinato più utilizzati in Italia. E’ stata inventata da Alfonso Bialetti nel 1933 nella propria officina di semilavorati in alluminio.
E’ di facile utilizzo, e per questo è adatta al consumo frequente durante la giornata. Questa facilità nasconde alcune insidie. Conoscerle fa la differenza tra l’ottenere un buon caffè, o un caffè bruciato.
La caratteristica principale della moka è quella di estrarre rapidamente e ad alta temperatura il caffè.
Questo può generare una bevanda molto amara, spesso eccessivamente amara. Sconsigliamo quindi la scelta di caffè a tostatura scura se questo sapore non è gradito.
Per lo stesso motivo, meglio scegliere una granulometria non troppo fine, così da consentire all’acqua calda di passare più rapidamente dal filtro-dosatore.
Come si prepara la Moka
All’interno di esso il caffè macinato deve essere inserito senza che esso venga pressato e compattato. Meglio se esso è livellato uniformemente.
Una volta avvitato il raccoglitore superiore, la moka è pronta per essere messa su una fonte di calore medio-bassa. Aumentare l’intensità della fonte di calore farà aumentare la pressione e la velocità di infusione, quindi il rischio di estrarre le sostanze più acide.
Si potrà spegnere la fonte di calore quando la moka comincerà a gorgogliare, poiché quello è il segno che la maggior parte dell’acqua calda sarà risalita. Continuare con la fonte di calore farò risalire anche il vapore, che estrarrà le sostanze amare del caffè.
ACCORGIMENTI IMPORTANTI
GUARNIZIONE
E’ importante che la guarnizione garantisca l’ermeticità della chiusura. Essa deve presentarsi integra, compatta e ben posizionata nella sua allocazione. Diversamente, ci sarà una perdita di pressione durante la risalita dell’acqua calda. L’adesione della guarnizione sarà inoltre efficace se le superfici di contatto sono sgombere da caffè macinato. Le guarnizioni più durevoli e stabili sono quelle in silicone.
VALVOLA DI SICUREZZA
Data la pressione che si sviluppa nella caldaia, è importante che la valvola di sicurezza sia sempre efficiente. Per questo, l’acqua non dovrebbe mai essere al di sopra della valvola stessa. In più, se l’acqua è particolarmente dura, il carbonato di calcio potrebbe ostruire la valvola.
PULIZIA E CONSERVAZIONE
Ci teniamo a sfatare il falso mito popolare che prevede un risciaquo grossolano della moka, invece di una pulizia accurata, come qualsiasi altro oggetto che viene a contatto con gli alimenti. Questo è sbagliato, poiché le sostanze residuali non rimosse si ossidano e conferiscono alla bevanda degli aromi e sapori sgradevoli, ovvero dei veri e propri difetti organolettici. Infine, è importante conservare la moka perfettamente asciutta in tutte le sue componenti. Diversamente si svilupperanno all’interno delle muffe che conferiranno un pessimo sapore al caffè, oltre che a non essere salubri per la salute.

