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	<title>Caffè Orlando</title>
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		<title>Indice dei principali metodi di estrazione</title>
		<link>https://www.caffeorlando.com/indice-dei-principali-metodi-di-estrazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ermesagenzia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 08:48:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aeropress ® Aeropress ® combina due metodi di preparazione, ovvero l’infusione del caffè macinato con l’acqua, e la pressione dell’infuso attraverso un filtro di carta. Esistono due metodi per usare questo strumento. Le quantità di acqua e caffè macinato variano a seconda dei gusti. Si consiglia iniziamente di sperimentare variando una caratteristica per volta, partendo  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Aeropress ®</h1>
<p><a href="https://aeropress.com/"><strong>Aeropress </strong></a><strong>®</strong> combina due metodi di preparazione, ovvero l’infusione del caffè macinato con l’acqua, e la pressione dell’infuso attraverso un filtro di carta.</p>
<p>Esistono due metodi per usare questo strumento. Le quantità di acqua e caffè macinato variano a seconda dei gusti. Si consiglia iniziamente di sperimentare variando una caratteristica per volta, partendo (dosi per una tazza) da 15gr di caffè macinato e 200ml di acqua.</p>
<h5>Come si prepara Aeropress <strong>®</strong></h5>
<p>Inserire un filtro di carta nel portafiltro, scaldare l’acqua e farla bollire per 10-20 secondi. Versarla nel contenitore ed aggiungere il caffè macinato. Mescolare e inserire lo stantuffo senza premere. Lasciare in ulteriore infusione per almeno un minuto. Posizionare l’Aeropress sulla tazza e premere lentamente sullo stantuffo finché l’infuso non è stato rilasciato.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5705" src="https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2026/02/image023.jpg" alt="" width="400" height="600" srcset="https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2026/02/image023-200x300.jpg 200w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2026/02/image023.jpg 400w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Pour-over, o Caffettiera a filtro V60</strong></h2>
<p>Il pour-over, o caffettiera a filtro V60, è un metodo di infusione caratterizzato dal filtraggio del caffè macinato attraverso un filtro (generalmente di carta) inserito in un imbuto.</p>
<p><strong>Come si prepara il pour-over</strong></p>
<p>Su di esso si versa dell’acqua bollente, la quale incorporerà il sapore e l’aroma del caffè.<br />
La quantità di acqua e di caffè macinato è una scelta di equilibri di chi gusta questa bevanda. Le quantità di questi ingredienti viene scelta per tentativi, a seconda che si voglia un sapore più deciso, o un sapore più delicato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Cold Brew Coffee</strong></h2>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5706" src="https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2026/02/image025.jpg" alt="" width="400" height="600" srcset="https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2026/02/image025-200x300.jpg 200w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2026/02/image025.jpg 400w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
<p>Il <strong>cold brew coffee</strong> è un metodo di estrazione del caffè a freddo, che offre risultati completamente diversi dal solito caffè freddo che si trova solitamente in estate nei bar, o che prepariamo a casa con la moka e raffreddiamo in frigo.</p>
<p>Due sono infatti gli elementi che contraddistinguono il cold brew coffee: acqua a temperatura ambiente e l’estrazione lenta.</p>
<p>Lo strumento che si usa si chiama cold brew dripper, o Toddy, dal nome del suo inventore, Todd Simpson. Esso è composto da tre elementi: il contenitore superiore in cui inserire l’acqua, il contenitore centrale in cui versare il caffè macinato, e la caraffa inferiore, in cui percola la bevanda.</p>
<p><strong>Come si prepara il Cold Brew Coffee</strong></p>
<p>Si macinano grossolanamente circa 48 grammi di caffè, prediligendo varietà profumate, floreali e aromatiche. Questa quantità è proporzionata a circa 1 litro di acqua e ghiaccio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Macchina per caffè elettrica a filtro – caffè americano</strong></h2>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5707" src="https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2026/02/image026.jpg" alt="" width="400" height="600" srcset="https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2026/02/image026-200x300.jpg 200w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2026/02/image026.jpg 400w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
<p>La macchina per caffè elettrica a filtro è particolarmente pratica e di facile utilizzo, poiché tutto viene fatto dalla macchina stessa, eccetto il caricamento dell’acqua, l’applicazione del filtro e l’aggiunta del caffè macinato. Si ottiene così il famoso caffè americano.</p>
<p><strong>COME SI PREPARA</strong></p>
<p>Per iniziare, si può provare con un rapporto di 60 grammi di caffè macinato per ogni litro d’acqua. E’ più efficace calibrare bene la macinatura che variare la quantità di caffè macinato.<br />
Consigliamo di riempire il serbatoio impiegando acqua a basso contenuto di sali minerali, così da consentire una migliore estrazione.<br />
Applicare il filtro di carta nel cestello e bagnarlo con dell’acqua calda del rubinetto. Inserire il cestello nella macchina, aggiungere il caffè macinato ed accendere la macchina, mescolando eventualmente il caffè.</p>
<p><strong>Comodità della macchina per caffè elettrica a filtro</strong></p>
<p>La maggior parte delle macchine per caffè elettriche a filtro sono dotate di caraffe termiche, che manterrà la bevanda calda senza continuare a cuocerla.</p>
<h2></h2>
<h2><strong>Caffettiera a depressione – Sifone – Vacoom Brewer</strong></h2>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5708" src="https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2026/02/image027.jpg" alt="" width="400" height="600" srcset="https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2026/02/image027-200x300.jpg 200w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2026/02/image027.jpg 400w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
<p>La caffettiera a depressione, conosciuta anche come sifone e/o vacoom brewer, è un metodo di estrazione del caffè articolato e divertente allo stesso tempo, poiché sfrutta le differenze di pressione date dal vapore generato.</p>
<p>Non è certamente il metodo più pratico e rapido per preparasi un caffè, ma è molto spettacolare!</p>
<p>I primi tentativi di preparazione potrebbero generare una bevanda al caffè non del tutto appagante, ma una volta compreso il funzionamento e le proporzioni, preparare un caffè potrebbe essere una bella prova di scienze applicate.</p>
<p>E’ stata inventata in Germania nella prima metà dell’800. Il suo brevetto risale al 1838 dal francese Jeanne Richard.</p>
<p><strong>Come si prepara la caffettiera a depressione</strong></p>
<p>Macinare il caffè partendo da un rapporto di 75g/litro.</p>
<p>La caffettiera a depressione è composta da due bocce di vetro. Nella boccia inferiore va inserita l’acqua, in quella superiore il caffè macinato. Una volta bloccate tra loro, la boccia inferiore va posizionata sulla fonte di calore, che può essere una candela ad alcool, un fornelletto da campeggio o una lampada alogena nelle versioni più tecnologiche.</p>
<p>Attivata la fonte di calore, il vapore generato all’interno della boccia inferiore spingerà l’acqua nella boccia superiore attraverso il sifone. Al di sopra di esso, nella boccia superiore, è posizionato il filtro (normalmente in tessuto o carta). Quando tutta l’acqua calda sarà risalita nella boccia superiore bisogna lasciare attiva la fonte di calore, poiché il vapore continuerà a “spingere” l’acqua verso l’alto. Versate il caffè macinato nella boccia superiore. L’acqua e il caffè rimarranno quindi in infusione, avendo cura di mescolare finchè non si formerà una sorta di schiuma compatta in superficie. Dopo una trentina di secondi rimescolare brevemente e l’infusione terminata.</p>
<p>Lo spegnimento della fonte di calore farà condensare il vapore in acqua, diminuirà la pressione nella boccia inferiore. La depressione che si creerà si tramuterà in un risucchio dalla boccia inferiore, lasciando il deposito caffè macinato sul filtro nella boccia superiore.</p>
<p>Finalmente la bevanda al caffè è pronta. Consigliamo di far raffreddare un po’ la bevanda, poiché il processo fa raggiungere temperatura particolarmente alte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>French press</strong></h2>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5709" src="https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2026/02/image028.jpg" alt="" width="400" height="600" srcset="https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2026/02/image028-200x300.jpg 200w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2026/02/image028.jpg 400w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
<p>La caffettiera francese, meglio conosciuta come <strong><em>French press</em></strong>, è forse il più semplice e economico  metodo di estrazione.<br />
E’ stata inventata dall’italiano Attilio Calimani nel 1929 come evoluzione di una caffettiera simile realizzata da Mayer e Delforge nel 1852.</p>
<p><strong>Come si prepara la French press</strong></p>
<p>La French press sfrutta l’infusione di caffè macinato grossolano con l’acqua calda. Questi sono lasciati insieme a riposo nel bricco, avendo cura di dare una mescolata energica dopo aver versato l’acqua.<br />
Successivamente si applica al bricco il coperchio a stantuffo infondo a cui c’è un filtro metallico.<br />
Dopo circa 4 minuti, premendo sul pomello dello stantuffo si effettua la filtrazione del caffè macinato, che verrà compresso nella parte bassa del bricco. Un’eventuale infusione più prolungata porta il caffè ad essere più forte e corposo, poiché l’acqua estrarrà più olii essenziali, grassi e aromi dal caffè macinato.</p>
<p>La french press può anche essere utilizzata con acqua a temperatura ambiente. In questo caso di parla di estrazione a freddo. Il caffè risulterà più profumato perché le sostanze aromatiche non si saranno volatilizzate col calore. Inoltre al gusto sarà meno forte e dalla bassa acidità e amarezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Caffettiera Napoletana (o cuccumella)</strong></h2>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5710" src="https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2026/02/image029.jpg" alt="" width="400" height="600" srcset="https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2026/02/image029-200x300.jpg 200w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2026/02/image029.jpg 400w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
<p>La <strong>caffettiera napoletana</strong>, chiamata simpaticamente a Napoli anche <em>cuccumella</em>, ha in realtà origini francesi.<br />
E’ stata infatti inventata da Morize nel 1819 e a partire dal 1886 il rame con cui era costruita è stato sostituito dall’alluminio.</p>
<p>La caffettiera napoletana è un metodo di estrazione facile e abbastanza veloce, nonostante sia associato al piacere di gustarsi con calma una buona tazza di caffè.</p>
<p><strong>Come si prepara la caffettiera napoletana</strong></p>
<p>Riempire la caldaia, avendo cura di rimanere qualche millimetro al di sotto del foro.<br />
Inserire sulla caldaia l’imbuto cilindrico, riempirlo con caffè macinato medio-fine, ed avvitare il filtro fino a fine corsa.<br />
Inserire saldamente la parte superiore (quella col beccuccio) sul serbatoio dell’acqua e caffè.<br />
Accendere la fiamma fin quando esce un po’ di vapore dal beccuccio. Quindi spegnere la fiamma e capovolgere la caffettiera napoletana.<br />
Con il capovolgimento della caffettiera, l’acqua bollente attraverserà il caffè macinato con la normale pressione della gravità. Ci vogliono dai 5 ai 10 minuti affinché tutta l’acqua percoli. La vostra cuccumella è pronta!</p>
<p>Al contratrio della moka, l’assenza di alta pressione comporta un’estrazione delicata, conferendo alla bevanda un corpo leggero e pieno di gusto.</p>
<p><strong>Moka</strong></p>
<p>La moka uno dei metodi di infusione del caffè macinato più utilizzati in Italia. E’ stata inventata da <a href="https://www.bialetti.it/it_it/company-story"><strong>Alfonso Bialetti</strong></a> nel 1933 nella propria officina di semilavorati in alluminio.</p>
<p>E’ di facile utilizzo, e per questo è adatta al consumo frequente durante la giornata. Questa facilità nasconde alcune insidie. Conoscerle fa la differenza tra l’ottenere un buon caffè, o un caffè bruciato.</p>
<p>La caratteristica principale della moka è quella di estrarre rapidamente e ad alta temperatura il caffè.<br />
Questo può generare una bevanda molto amara, spesso eccessivamente amara. Sconsigliamo quindi la scelta di caffè a tostatura scura se questo sapore non è gradito.</p>
<p>Per lo stesso motivo, meglio scegliere una granulometria non troppo fine, così da consentire all’acqua calda di passare più rapidamente dal filtro-dosatore.</p>
<p><strong>Come si prepara la Moka</strong></p>
<p>All’interno di esso il caffè macinato deve essere inserito senza che esso venga pressato e compattato. Meglio se esso è livellato uniformemente.</p>
<p>Una volta avvitato il raccoglitore superiore, la moka è pronta per essere messa su una fonte di calore medio-bassa. Aumentare l’intensità della fonte di calore farà aumentare la pressione e la velocità di infusione, quindi il rischio di estrarre le sostanze più acide.</p>
<p>Si potrà spegnere la fonte di calore quando la moka comincerà a gorgogliare, poiché quello è il segno che la maggior parte dell’acqua calda sarà risalita. Continuare con la fonte di calore farò risalire anche il vapore, che estrarrà le sostanze amare del caffè.</p>
<p>ACCORGIMENTI IMPORTANTI</p>
<p><strong>GUARNIZIONE</strong></p>
<p>E&#8217; importante che la <strong>guarnizione</strong> garantisca l&#8217;ermeticità della chiusura. Essa deve presentarsi integra, compatta e ben posizionata nella sua allocazione. Diversamente, ci sarà una perdita di pressione durante la risalita dell&#8217;acqua calda. L&#8217;adesione della guarnizione sarà inoltre efficace se le superfici di contatto sono sgombere da caffè macinato. Le guarnizioni più durevoli e stabili sono quelle in silicone.</p>
<p><strong>VALVOLA DI SICUREZZA</strong></p>
<p>Data la pressione che si sviluppa nella caldaia, è importante che la <strong>valvola di sicurezza</strong> sia sempre efficiente. Per questo, l&#8217;acqua non dovrebbe mai essere al di sopra della valvola stessa. In più, se l&#8217;acqua è particolarmente dura, il carbonato di calcio potrebbe ostruire la valvola.</p>
<p><strong>PULIZIA E CONSERVAZIONE</strong></p>
<p>Ci teniamo a sfatare il <strong>falso mito popolare</strong> che prevede un risciaquo grossolano della moka, invece di una pulizia accurata, come qualsiasi altro oggetto che viene a contatto con gli alimenti. Questo è sbagliato, poiché le sostanze residuali non rimosse si ossidano e conferiscono alla bevanda degli aromi e sapori sgradevoli, ovvero dei veri e propri difetti organolettici. Infine, è importante <strong>conservare la moka perfettamente asciutta</strong> in tutte le sue componenti. Diversamente si svilupperanno all&#8217;interno delle muffe che conferiranno un pessimo sapore al caffè, oltre che a non essere salubri per la salute.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Metodi di estrazione del caffè</title>
		<link>https://www.caffeorlando.com/metodi-di-estrazione-del-caffe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ermesagenzia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 08:40:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per molte persone la preparazione di una tazza di caffè è un vero e proprio rito, scandito da movimenti fatti migliaia di volte. Spesso ricorre in momenti ben precisi della giornata. Il processo di preparazione del caffè è un momento cruciale per apprezzarne aroma, gusto e sensazioni in generale. La scelta del caffè da usare  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per molte persone la preparazione di una tazza di caffè è un vero e proprio rito, scandito da movimenti fatti migliaia di volte. Spesso ricorre in momenti ben precisi della giornata. <strong>Il processo di preparazione del caffè è un momento cruciale per apprezzarne aroma, gusto e sensazioni in generale</strong>.<br />
La scelta del caffè da usare ovviamente è fondamentale per concedersi un momento di intenso piacere. Per questo abbiamo elencato gli i <strong>caffè monorigine e specialty coffee</strong> che importiamo dal tutto il mondo e lavoriamo nella nostra <strong>torrefazione</strong> <strong>artigianale</strong>, secondo le preferenze dei nostri clienti.</p>
<p><strong>I 5 ELEMENTI FONDAMENTALI DI UNA BEVANDA AL CAFFÈ</strong></p>
<p>Prima di vedere i metodi di estrazione più conosciuti ed efficaci, è giusto conoscere quali sono i fattori che determinano una buona bevanda al caffè. Conoscerli aiuterà ad utilizzare al meglio gli strumenti utilizzati per l’estrazione. La tazza di caffè che ci concediamo è frutto delle proporzioni di quantità di caffè macinato ed acqua, insieme al tempo e alla temperatura di infusione.</p>
<ol>
<li>Il primo degli elementi fondamentali è ovviamente la materia prima: il caffè! Ecco cosa è importante sapere riguardo alla sua lavorazione scelta in negozio e la sua conservazione a casa.</li>
</ol>
<p><strong>Macinazione del caffè</strong></p>
<p>La cellulosa è la componente maggiormente presente in un chicco di caffè. Essa non si scioglie in acqua, ed in effetti è quella che rimane dopo l’estrazione, ovvero il fondo. Tutto il resto viene sciolto e trasportato dall’acqua.</p>
<p>Per estrarre il caffè attraverso l’acqua, è necessario che esso venga macinato. L’estrazione da chicchi interi produrrebbe una bevanda dal sapore debole. Più sarà fine la macinazione, maggiore sarà la concentrazione, quindi la forza, del caffè. La macinazione deve essere uniforme, così che il flusso d’acqua che attraversa la polvere di caffè sia adeguato al metodo di infusione scelto.</p>
<p>Attraverso la macinazione, una maggiore quantità di caffè viene esposta all’aria. Questo ne aumenta l’ossidazione e la perdita di aroma. L’ideale è quindi macinare il caffè poco prima di estrarlo. La conservazione sottovuoto ed in contenitori ermetici sono una buona soluzione per conservare il caffè macinato per tempi più prolungati.</p>
<p><strong>ACCORGIMENTI IMPORTANTI</strong></p>
<p><strong><br />
Conservazione</strong></p>
<p>In generale il caffè sopporta male gli sbalzi di temperatura, e l’esposizione alla luce solare. La componente lipidica del caffè sopporta male gli sbalzi termici e la condensa. Ci teniamo a sottolineare che <strong>conservare in frigo il caffè macinato</strong> è una pratica sbagliata, poichè se fatto con contenitori non ermetici, il caffè macinato può assorbire gli odori degli altri cibi e perdere la sua umidità naturale e ideale.</p>
<p>Se conservato in contenitori ermetici, invece, al loro interno si può produrre condensa dovuta agli sbalzi termici. L’esposizione al sole provoca anch’essa una perdita di aroma, a causa di un maggiore disseccamento.</p>
<p>Per questo consigliamo di usare un contenitore non trasparente. L’uso della polvere del caffè già estratto, invece, può essere un’ottima soluzione per assorbire gli odori del frigo.</p>
<p><strong>Tipologie di macinacaffè</strong></p>
<p>Il caffè viene macinato a livello domestico con due tipi di macinacaffè. In quello a <strong>lama rotante</strong> non prevede una taratura granulometrica. Esso produce quindi una polvere di caffè disomogenea, sia molto fine che conferirà un sapore eccessivamente amaro alla bevanda, sia con grani più grossolani, che conferirà un sapore aspro.</p>
<p>Entrambi sono considerati dei difetti. Il <strong>macinacaffè a macine</strong>, invece, prevede la trantumazione del chicco attraverso due cilindri dentellati, le macine appunto. E’ possibile quindi tarare la distanza tra le macine per ottenere la granulometria omogenea e adeguata al metodo di estrazione.</p>
<ol>
<li><strong>L’importanza dell’acqua</strong></li>
</ol>
<p>Il secondo degli elementi fondamentali di una bevanda al caffè è l’acqua. Ha il ruolo di solvente, estraendo il sapore, l’aroma e tutte le sostanze contenute nel caffè macinato. Per questo già ad un primo assaggio deve avere un buon sapore, deve essere piacevole in bocca, non deve sapere di cloro o di altri sapori sgradevoli.</p>
<p>L’acqua costituisce dal 90% al 98,5% di una tazza di caffè, a seconda del metodo di infusione. Un caffè estratto con acqua dura avrà un sapore molto diverso da un caffè estratto con acqua minerale in bottiglia o depurata.</p>
<p><strong>Durezza dell’acqua</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Si definisce durezza dell’acqua la quantità di carbonato di calcio disciolto in essa. Maggiore sarà il carbonato di calcio, minore sarà la capacità dell’acqua di solubizzare le sostanze contenute nel caffè, in quanto non facilmente penetrabili. Otterremo quindi un caffè piatto, primo di sfumature, complessità e dolcezza.</p>
<p>Un’alta presenza di carbonato di calcio influisce inoltre sul funzionamento e durata degli apparecchi di riscaldamento dell’acqua. Depositandosi al loro interno, il carbonato di calcio ostruisce ugelli, inibisce le resistenze ed altre componenti dove avviene il passaggio dell’acqua.</p>
<p><strong>Minerali sciolti nell’acqua</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Acquistando acqua minerale in bottiglia è possibile conoscere il contenuto di minerali in essa contenuti. Si sconsiglia di usare acqua di rubinetto tal quale, soprattutto se l’acqua fornita è particolarmente dura.Meglio depurarla almeno con caraffe a filtri di carbone attivo.</p>
<p>Secondo la Specialty Coffee Association of America (SCAA), l’acqua dovrebbe avere un determinato contenuto di sali minerali disciolti totali (TDS), ovvero il residio secco a 180°C. I parametri ideali sono:</p>
<ul>
<li>odore: fresca, pulita, senza odori;</li>
<li>colore: trasparente;</li>
<li>cloro totale: 0 mg/l (range accettabile 0 mg/l);</li>
<li>solidi totali disciolti (TDS) a 180°C: 150 mg/l (range accettabile 75-250 mg/l);</li>
<li>calcio (carbonato) 68 mg/l (range accettabile 17-85 mg/l);</li>
<li>sodio: 10 mg/l (range accettabile prossimo a 10 mg/l);</li>
<li>Alcalinità totale: 40 mg/l (range accetabile 40 mg/l);</li>
</ul>
<ul>
<li>ph: 7 (range accettabile 6,5-7,5).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li><strong>Altri tre elementi fondamentali da considerare</strong></li>
</ol>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il caffè macinato e l’acqua sono gli ingredienti veri e propri di una bevanda al caffè. Dobbiamo considerare altri fattori che entrano in gioco quando decidiamo di prepararlo, e questi sono legati ai metodi e strumenti che decidiamo di utilizzare.</p>
<p>Un’estrazione scarsa porta ad un sapore aspro ed astringente, e si parla di <em>sottoestrazione</em>. Un’estrazione eccessiva, invece, comporta un sapore amaro e di cenere. Si parla in questo caso di <em>sovraestrazione</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Tempo</strong></li>
</ul>
<p>Il tempo entra in gioco in diverse fasi della lavorazione del caffè, come ad esempio la maturazione dopo la tostatura e prima del confezionamento. Nella preparazione della tazza di caffè, il tempo è considerato per valutare quanto a lungo l’acqua calda rimane a contatto col caffè macinato.</p>
<p>Può essere più prolungato, come nei filter coffee o caffè turco, oppure durare pochi secondi, come nel caso dell’espresso. Da solo il tempo di infusione non determina l’intensità di aromi e sapore. E’ necessario quindi considerare a che temperatura si aggiunge l’acqua e con quale pressione essa passa attraverso il caffè macinato in un determinato tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Temperatura</strong></li>
</ul>
<p>La temperatura dell’acqua per l’estrazione è fondamentale. Nella maggior parte dei casi essa deve raggiungere l’ebollizione. Tra i metodi di estrazione a freddo va citato senza dubbio il cold drip.</p>
<p>L’acqua utilizzata è a temperatura ambiente. Il cold drip richiede anche 6 ore per estrarre il caffè, ma certamente è il metodo più efficace per conservare la maggior parte delle sostanze aromatiche volatili, che si sprigionano rapidamente nelle estrazioni a caldo, ma che inevitabilmente si perdono altrettanto velocemente.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Pressione</strong></p>
<p>Alcuni strumenti per l’estrazione del caffè sfruttano la normale gravità terrestre per far passare l’acqua attraverso il caffè macinato e percola attraverso il filtro, come il <em>pour-over</em>. Altri strumenti sfruttano la pressione che con la nostra forza e intensità applichiamo, come l’<em>Aeropress ®</em> o la <em>French press</em>.</p>
<p>Altri ancora sfruttano la pressione generata dal vapore dalle caldaie, come la <em>moka</em>, o l’<em>espresso</em>. Infine ci sono metodi che non prevedono la pressione come fattore per l’estrazione, poiché il caffè macinato è infuso direttamente con l’acqua (calda o fredda), come il <em>caffè turco</em>, o il <em>cold brew coffee</em>.</p>
<p>Ciascuno di questi strumenti sviluppa differentemente aromi e sapori, e la scelta è finalizzata al risultato che si vuole ottenere per la propria bevanda al caffè, compatibilmente con la frequenza di consumo.</p>
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		<title>Il caffè attraverso le innovazioni</title>
		<link>https://www.caffeorlando.com/il-caffe-attraverso-le-innovazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ermesagenzia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 11:54:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1900 la società americana Hill Bros fu la prima a confezionare il caffè in barattoli ermetici permettendo una maggiore durata della conservazione del prodotto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1900 la società americana Hill Bros fu la prima a confezionare il caffè in <strong>barattoli ermetici</strong> permettendo una maggiore durata della conservazione del prodotto.</p>
<p>Un <strong>chimico giapponese Satori Kato</strong> brevettò luna procedura per la produzione di <strong>caffè solubile</strong>, anche se recentemente si è scoperto che l’inventore sia stato il neozelandese David Strang. Il caffè solubile ha reso il consumo del caffè più facile ed economico, a discapito però della qualità.</p>
<p>In <strong>Europa</strong> le innovazioni hanno riguardato maggiormente il <strong>consumo del caffè fuori dalle mura domestiche</strong>. Sono stati in tanti a contendersi la paternità della prima macchina per espresso, ma è  stato <strong>Luigi Bezzera</strong> ad essere ritenuto l’inventore della <strong>prima macchina brevettandola nel 1901</strong>.</p>
<p>Queste macchine permettevano di preparare un numero elevato di tazze di caffè in breve tempo e con uguale contenuto. Ma ciò che ha reso l’espresso un caffè concentrato in tazza piccola, arricchito in superficie da una soffice crema, è stata l’invenzione di <strong>Achille Gaggia</strong>: una grossa molla in grado di generare pressioni molto elevate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ESPRESSO ALL&#8217;ITALIANA, MA NON SOLO&#8230;</strong></p>
<p>Se dici caffè dici Italia, anzi espresso italiano per essere precisi. Sì perché ciò che distingue il nostro modo di bere il caffè da altri è proprio la sua preparazione. Il caffè fa parte ormai della nostra cultura, gli attori dei film bevono caffè chiacchierando con amici o sconosciuti incontrati al bar, le canzoni ne parlano, come anche  scrittori e commediografi.<br />
A Napoli filtrano il caffè con la <strong>cuccumella</strong> mentre a Milano preferiscono il <strong>caffè espresso</strong>, e in casa? Per l’<strong>uso domestico</strong> ci ha pensato il Signor <strong>Bialetti</strong> che nel 1933 inventa la <strong>moka</strong> dove l’acqua, portata ad ebollizione, sale dal basso. Non importa quale metodo utilizziamo per prepararlo, per noi il caffè è una pozione magica che ci fa partire bene la giornata, la pausa desiderata a lavoro, l’invito perfetto per instaurare relazioni senza sembrare invadenti, insomma è uno dei nostri simboli culturali.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5118" src="https://www.ermesweb.com/orlando/wp-content/uploads/2025/09/image006.jpg" alt="" width="642" height="429" srcset="https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2025/09/image006-200x134.jpg 200w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2025/09/image006-300x200.jpg 300w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2025/09/image006-400x267.jpg 400w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2025/09/image006-500x334.jpg 500w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2025/09/image006-600x401.jpg 600w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2025/09/image006.jpg 642w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Parlando di caffè non possiamo tralasciare il mondo di <strong>Starbucks</strong>, azienda di Seattle guidata da Howard Schultz. Se paragoniamo il modo di fare e bere il caffè, che caratterizza questa multinazionale, con la nostra concezione italiana del caffè troviamo davvero pochi punti in comune.<br />
Quello che è certo è che Starbucks ha preparato il terreno per la <strong>diffusione dei Specialty Coffee</strong>: chicchi di caffè verde pregiato che vengono tostati in modo che possano esprimere al meglio il profilo aromatico e gustativo ed estratti secondo standard di qualità ben precisi.<br />
Secondo la <a href="https://www.scaitaly.coffee/">Specialty Coffee Association (SCA)</a> <strong>” Un caffè speciale per definirsi tale deve avere caratteristiche di qualità uniche, che lo rendono in qualche modo un individuo con un carattere riconoscibile&#8221;</strong></p>
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		<title>Scopri il caffè</title>
		<link>https://www.caffeorlando.com/scopri-il-caffe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ermesagenzia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2025 12:20:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che sia per il piacere della condivisione, o semplicemente per affrontare la giornata energicamente, siamo in tanti a bere, almeno una volta al giorno, una fumante tazza di caffè...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Che sia per il piacere della condivisione, o semplicemente per affrontare la giornata energicamente, siamo in tanti a bere, almeno una volta al giorno, una fumante tazza di caffè. La bevanda scura che, più di altre, accompagna le vite di tutte le popolazioni, viene preparata e gustata in modo differente: in <strong>Italia</strong> regna sovrano l’<strong>espresso</strong> mentre nel <strong>Regno Unito</strong> o in <strong>Francia</strong> prediligono il <strong>filter coffee</strong>. Poco importa quale sia il metodo di infusione utilizzato, ciò che conta è farlo nel modo giusto <strong>comprendendo appieno le sue proprietà benefiche e le qualità organolettiche</strong>.<br />
Il caffè ha una <strong>storia antica</strong> e longeva, ma ahimè poco documentata. Definito in tanti modi, da <strong>vino d’Arabia</strong> a <strong>bevanda del diavolo</strong>, il caffè è , senza alcun dubbio, la bevanda più amata e consumata al mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL CAFFÈ TRA STORIA E LEGGENDA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono tante le <strong>leggende</strong> che ruotano intorno alla <strong>scoperta della pianta del caffè</strong> e ciò è sicuramente dovuto all’assenza di informazioni documentate in merito. Tra le tante, la più diffusa è quella che racconta la storia di un <strong>pastore in Abissinia</strong>, l’attuale Etiopia, che non si spiegava perché le sue capre non riuscivano a dormire la notte. A quanto pare presto il pastore capì che il motivo era legato agli effetti stimolanti di un frutto, in apparenza simile alle ciliegie, di cui le capre erano ghiotte che altro non era che il frutto della pianta del caffè.</p>
<p>Leggende a parte, sull’origine della pianta del caffè vi sono ancora svariate teorie contrastanti. Sono in molti a sostenere che le <strong>prime piante siano state trovate a Caffa</strong>, in <strong>Etiopia</strong> e che, intorno al 1300, furono gli stessi etiopi a <strong>portare il caffè nello Yemen</strong> dove la pianta, trovando un terreno fertile, prosperò raggiungendo la <strong>costa orientale del Mar Rosso fino alle citta di Mecca e Medina in Arabia</strong>.</p>
<p>La diffusione del caffè fu favorita sia dalla <strong>religione islamica</strong>, che proibiva il vino come bevanda a favore del caffè, che dagli <strong>ottomani</strong> che, in fuga dopo il fallito assedio della città di Vienna nel 1683, lasciarono nella città grandi sacchi colmi di chicchi di caffè. Da non dimenticare il <strong>Boston Tea Party</strong> del 1773, quando i coloni americani, come protesta contro l’imperialismo britannico, attaccarono le navi mercantili nel porto di Boston buttando in mare le casse di tè, avvenimento storico che favorì la <strong>diffusione della cultura del caffè</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5112" src="https://www.ermesweb.com/orlando/wp-content/uploads/2021/03/image003.jpg" alt="" width="1200" height="496" srcset="https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2021/03/image003-200x83.jpg 200w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2021/03/image003-300x124.jpg 300w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2021/03/image003-400x165.jpg 400w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2021/03/image003-500x207.jpg 500w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2021/03/image003-600x248.jpg 600w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2021/03/image003-700x289.jpg 700w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2021/03/image003-768x317.jpg 768w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2021/03/image003-800x331.jpg 800w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2021/03/image003-1024x423.jpg 1024w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2021/03/image003.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>In <strong>Italia</strong> il caffè giunse a <strong>Venezia,</strong>  intorno al 1570, grazie al rapporto commerciale con l’oriente della Serenissima Repubblica Marinara. Qui i semi della <strong>coffea arabica</strong> venivano <strong>venduti dagli speziali come medicinale</strong> e il prezzo era alquanto elevato.</p>
<p>In breve il caffè divenne<strong> un bene di consumo accessibile a tutti</strong>, in primis tra i nobili e gli intellettuali, e solo in seguito tra la gente comune. Nacquero le prime <strong>Botteghe del Caffè</strong>, luoghi di aggregazione dove uomini colti conversavano fino a tarda notte sorseggiando caffè. Definite anche “<strong>scuole di saggezza</strong>“, gli antenati delle odierne caffetterie divennero presto anche luoghi dove nascevano <strong>idee di contestazione politica</strong> e, per paura che diventassero covi di insurrezioni, ne venne ordinata la chiusura. L’<strong>uso della bevanda del caffè toccò ben presto la sfera sociale, politica e religiosa</strong>. La chiesa inizialmente etichettò il caffè “<strong>la bevanda del diavolo</strong>” perché rendeva la gente disinibita  e per i suo poteri eccitanti ed afrodisiaci.</p>
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		<title>La pianta del caffè</title>
		<link>https://www.caffeorlando.com/la-pianta-del-caffe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ermesagenzia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 12:27:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pianta del caffè appartiene alla famiglia delle Rubiacee e cresce nelle fascia equatoriale, zona compresa tra il tropico del Cancro e il tropico del Capricorno...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.caffeorlando.com/la-pianta-del-caffe/">La pianta del caffè</a> proviene da <a href="https://www.caffeorlando.com">Caffè Orlando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>pianta del caffè</strong> appartiene alla famiglia delle <strong>Rubiacee</strong> e cresce nelle <strong>fascia equatoriale</strong>, zona compresa tra il tropico del Cancro e il tropico del Capricorno. Le <strong>foglie</strong> sono appuntite e di color verde brillante, mentre i <strong>fiori</strong> bianchi ricordano per forma e profumo il gelsomino. Può raggiungere un’altezza di 5/6 metri (specie arabica) o di 8 metri (specie robusta).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I <strong>frutti del caffè</strong> <strong>sono</strong> inizialmente verdi, poi diventano gialli ed infine<strong> rossi quando maturano</strong>, assomigliando come forma alle ciliegie. La maturazione è legata alla quantità di zuccheri presenti nel frutto, e ciò determina la <strong>qualità del caffè</strong>.<br />
Ogni frutto, detto <strong>drupa o ciliegia</strong>, contiene al suo interno <strong>due chicchi ricoperti da una pellicola </strong>chiamata<strong> pergamino</strong> ed un’altra più interna e sottile detta <strong>pellicola d’argento</strong>. In alcuni casi può crescere <strong>un solo chicco rotondo</strong> che viene chiamato <strong>Caracolito</strong> o <strong>Caffè Perla</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><strong>ARABICA O ROBUSTA?</strong></p>
<p>Il genere <strong>Coffea</strong> comprende più di <strong>100 specie</strong>, ma commercialmente parlando le più conosciute sono la <strong>Coffea Arabica</strong> e la <strong>Coffea Canephora</strong>, meglio conosciuta come <strong>robusta.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>COFFEA CANEPHORA</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5122" src="https://www.ermesweb.com/orlando/wp-content/uploads/2025/07/image010.jpg" alt="" width="600" height="400" srcset="https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2025/07/image010-200x133.jpg 200w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2025/07/image010-300x200.jpg 300w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2025/07/image010-400x267.jpg 400w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2025/07/image010-500x333.jpg 500w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2025/07/image010.jpg 600w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Fu scoperta nel <strong>Congo Belga</strong> (attuale Repubblica Democratica del Congo) nel 1800. Questa pianta cresce ad <strong>altitudini inferiori</strong> rispetto alla Coffea Arabica, a <strong>temperature più elevate</strong> o meno favorevoli ed  è <strong>più resistente alle malattie</strong>.</p>
<p>Ciò rende la produzione di caffè robusta meno dispendiosa ed è per questo che viene considerato un prodotto con un elevato potenziale commerciale.</p>
<p><strong>Il gusto è amaro e legnoso con note di gomma bruciata, e la percentuale di caffeina è molto elevata</strong>. Ha una <strong>scarsa acidità ed è corposo al palato. </strong>Il chicco ha una forma <strong>tondeggiante</strong>  e con un <strong>solco diritto all’interno</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><strong>COFFEA ARABICA</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5123" src="https://www.ermesweb.com/orlando/wp-content/uploads/2025/07/image011.jpg" alt="" width="600" height="400" srcset="https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2025/07/image011-200x133.jpg 200w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2025/07/image011-300x200.jpg 300w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2025/07/image011-400x267.jpg 400w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2025/07/image011-500x333.jpg 500w, https://www.caffeorlando.com/wp-content/uploads/2025/07/image011.jpg 600w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Cresce in <strong>zone elevate</strong> (tra i 900 e i 2000 metri sul livello del mare) e ha bisogno di una <strong>temperatura costante di 20° C</strong>. È meno resistente rispetto alla Coffea Canephora, non resiste per esempio siccità, piogge continue, gelo o venti forti.</p>
<p>È un caffè molto pregiato e la sua produzione copre i 3/4 di quella mondiale, pur necessitando di una lavorazione più accurata a costi più elevati.</p>
<p><strong>Gusto dolce</strong>, <strong>aroma ricco</strong> e fruttato. Ha un <strong>basso contenuto di caffeina</strong>. Il chicco è <strong>allungato e di forma ovale</strong>, più piatto rispetto al chicco robusta  e al suo interno presenta un <strong>solco a forma di “S”</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.caffeorlando.com/la-pianta-del-caffe/">La pianta del caffè</a> proviene da <a href="https://www.caffeorlando.com">Caffè Orlando</a>.</p>
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